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Museo Bagatti Valsecchi, per superare la stanchezza

January 28, 2018

Siete seduti al tavolo della cucina e, ancora in pigiama, scorrete distrattamente sul telefono gli eventi previsti nel weekend. Fuori piove e la verità è che non vi va di fare niente. Tantomeno uscire di casa, perché siete troppo stanchi. E poi dove mai potreste andare? Avete lavorato tutta la settimana e avete solo voglia di stare sul divano. Però sapete già che vi sentirete in colpa per aver sprecato la giornata a far niente. Se il senso di colpa dovesse prevalere sul dolce far niente, fate un giro al Museo Bagatti Valsecchi. Nel palazzo ottocentesco appartenuto ai fratelli Fausto e Giuseppe Valsecchi, potrete fingere di essere un nobile dell’ottocento. Per un paio d’ore vivrete in una casa rinascimentale, con gli agi dell’epoca moderna.

Museo Bagatti Valsecchi, una casa diventata museo

Il Museo Bagatti Valsecchi è un ambiente domestico caratterizzato un raffinato dialogo tra contenitore e contenuto. Testimonia le passioni dei fratelli Fausto e Giuseppe, i quali hanno meticolosamente cercato di arredare il palazzo di famiglia. L’hanno fatto con oggetti d’arte rinascimentale, ispirandosi ai palazzi signorili del Cinquecento lombardo.

L’intento della collezione dei fratelli era infatti solo un hobby per ridare vita al passato, come lo stesso Giuseppe fa intendere:

“… Non si è voluto fare un museo o una collezione, ma bensì la ricostruzione di un’abitazione signorile della metà circa del Cinquecento donde trovasi oggetti del XV e del XVI secolo dei generi più svariati: quadri, arazzi, tappeti, mobili, armi, ceramiche, bronzi, vetri, gioielli, ferri, utensili domestici di ogni qualità raccolti con studio accurato e restituiti al loro uso originario.”

Giuseppe Bagatti Valsecchi

La casa è diventata un museo aperto al pubblico solo nel 1994, poiché fino al 1974 fu abitata dagli eredi della famiglia. Tutte le opere della collezione, iniziata dai fratelli a partire dagli anni ‘80 del XIX secolo, sono esposte nel rispetto dell’originale allestimento ottocentesco.

bagatti valsecchi facciata santo spirito

Questa dimora aristocratica, tra le meglio conservate in Europa, è un eccellente esempio di conservazione e restauro. Non vi resta che salire le scale del salone d’ingresso e entrare in una vera e propria macchina del tempo, sospesa tra l’epoca moderna e il Rinascimento.

 

Gli ambienti più suggestivi

Gli ambienti più suggestivi della casa sono rimasti pressoché immutati da quando vi abitavano i due fratelli.

Nella Sala dell’Affresco si può ammirare lo straordinario affresco del pittore bergamasco Antonio Boselli con la Madonna della Misericordia (1495) che accoglie sotto il suo manto i membri di una confraternita. Da notare anche il cassone di fine XV e inizio XVI che raffigura episodi tratti dalla storia dell’antica Roma.

La Sala Bevilacqua prende il nome dalla preziosa tavola della Madonna col Bambino realizzata a fine Quattrocento dal pittore milanese Ambrogio Bevilacqua.  La stanza, usata come salottino privato di Fausto Bagatti Valsecchi, conserva ancora la preziosa tappezzeria originale realizzata alla fine dell’Ottocento in velluto cesellato.

Lascia a bocca aperta la Biblioteca, un tempo adibita allo studio e alla lettura, è adornata da imponenti armadi in legno decorati con gli stemmi di famiglia. Sul tavolo si trovano curiosi strumenti scientifici: un microscopio in avorio, un orologio solare e diversi calamai. Meravigliosi i due globi cinquecenteschi e la superba decorazione del soffitto realizzata nel 1887 da Luigi Cavenaghi.

Spicca per la cura e l’originalità dei dettagli la Camera da letto di Fausto. Il letto (cortissimo, gli aristocratici dormivano semisdraiati) è decorato da due straordinari rilievi cinquecenteschi scolpiti nel legno. Qui si può ammirare il cinquecentesco polittico della Vergine col Bambino e Santi di Giampietrino, allievo milanese di Leonardo Da Vinci.

bagatti valsecchi dettaglio letto

La Sala da Bagno, a cui si arriva da un piccolo vestibolo, rappresenta un ottimo esempio della sintonizzazione stilistica della casa. L’amore per il passato si mescola con le comodità moderne. Diversi elementi sono infatti camuffati per non rovinare l’ambientazione antica. Sotto gli armadi corrono le griglie del condizionatore. Il lavamano in bronzo e la vasca in marmo sono dotati di acqua corrente e calda. Il wc è nascosto dal rivestimento ligneo delle pareti. (Ok le bellezze rinascimentali, ma all’elettricità e all’acqua calda non si può rinunciare!)

Nella Sala del Labirinto, così chiamata per via della decorazione che si snoda sul soffitto con diverse frasi in latino, vi invito a prendervi un momento per voi stessi con la testa all’insù. Scoprirete che il labirinto culmina con il motto: SIC ITUR PER ANGUSTA AD AUGUSTA. “Così si giunge attraverso le difficoltà a cose eccelse”. L’ambiente si ispira alla cinquecentesca Stanza del Labirinto nel Palazzo Ducale di Mantova.

La Galleria della Cupola è sovrastata da un lucernario, sui lunghi tavoli addossati alle pareti sono allestite alcune delle ceramiche più importanti della collezione Bagatti Valsecchi, tra le quali spicca un grande vaso firmato da Ippolito Rombaldoni (1678).

Potrete poi curiosare nel Cabinet. La stanza è arredata come un guardaroba, dove scorrere fotografie e aprire cassetti contenenti cimeli e semplici oggetti di vita quotidiana.

La Camera Rossa era la camera matrimoniale di Carolina Borromeo e Giuseppe Bagatti Valsecchi. Oltre al grande letto siciliano in ferro battuto decorato a foglia d’oro, sono esposti alcuni mobili per bambini. Rarissimo il girello cinquecentesco in legno decorato da motivi naturalistici arrivato intatto fino ai giorni nostri. 

Nell’ambiente di rappresentanza della casa, il cosiddetto Salone, c’è un architrave su cui  è riassunta la filosofia di Fausto e Giuseppe: LAUDAMUS VETERES SED NOSTRIS UTIMUR ANNIS “Lodiamo gli antichi ma viviamo il nostro tempo”. La tappezzeria ottocentesca si ispira a modelli rinascimentali ed è personalizzata da gigli e da l’aquila dello stemma di famiglia.

Nella Galleria d’Armi sono scenograficamente esposte armi bianche, manufatti originali e in stile. Le lunghe armi in asta sono disposte nelle rastrelliere. Mentre le armature sono poggiate su piedistalli, proprio come in un’antica sala d’armi.

 

Curiosità e suggerimenti

I due fratelli erano entrambi laureati in giurisprudenza, ma non hanno mai praticato la professione, preferendo dedicarsi all’arte, allo sport e all’attività filantropica. Checché sia la vostra specializzazione, anche se non potrete passare le giornate a disegnare e progettare oggetti d’arte come facevano i fratelli Fausto e Giuseppe, potreste comunque dedicarvi a qualcosa che vi appassiona. Distrarsi dai doveri quotidiani può allentare stress e stanchezza facendovi sentire meno stanchi e più rilassati.

E poi qui non c’è bisogno di sforzarsi a leggere le targhette delle opere, perché i visitatori ricevono all’ingresso l’audioguida compresa nel prezzo del biglietto.

Se avete voglia di una visita tecnologicamente interattiva potete scaricare gratuitamente l’app per iOS e Android.

Dove si Trova

La dimora Bagatti Valsecchi si trova in uno dei quartieri più centrali di Milano, in zona Montenapoleone, tra via Gesù e Santo Spirito. E’ raggiungibile a piedi dalla metro (M3 e M1), arrivando in tram o autobus a San Babila o Piazza Cavour.  

Per saperne di più: https://museobagattivalsecchi.org/

 

Altri musei che potresti visitare a Milano: Museo del Novecento

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Museo Bagatti Valsecchi, per superare la stanchezza
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Al Museo Bagatti Valsecchi potrete fingere di essere un nobile dell’ottocento e vivere in una casa rinascimentale, con gli agi dell’epoca moderna.
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