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Palazzo Grimani, per staccare dallo stress

June 28, 2017
Museo Palazzo Grimani

Il neuroscienziato Robert Sapolsky ha trascorso 30 anni in Africa a studiare il comportamento dei babbuini e a condurre ricerche sugli effetti dello stress. Nel libro “Perché alle zebre non viene l’ulcera?”  il ricercatore americano analizza gli effetti dello stress sulla nostra salute e spiega quali insegnamenti possiamo trarre dalle tribù dei babbuini (che non sono proprio simpatici come sembrano) per imparare a gestirlo ed essere più sereni.


Tranquilli, non vi consiglierò di andare a contemplare babbuini e zebre in Africa per capire il segreto di una vita tranquilla. Vi suggerisco però di diminuire il sovraccarico di stimoli visitando un museo bello, ma non troppo impegnativo. Quindi, se dopo aver approfondito le ricerche del professor Sapolsky, volete godere di una giornata rilassante, la soluzione migliore è varcare la soglia del Museo di Palazzo Grimani a Venezia.

Il Museo di Palazzo Grimani non offre ai visitatori una ricca collezione di opere, bensì offre se stesso. Le stanze del palazzo sono perlopiù disadorne, mentre il vero spettacolo si trova sui soffitti affrescati con minuzia di particolari. Ammirerete le decorazioni vegetali con piante e animali esotici, le grottesche, gli stucchi allegorici, i camini impreziositi da marmi colorati estratti in epoca romana.

Dove il tempo ha corroso i resti dell’antica magnificenza del palazzo, potrete facilmente far subentrare la vostra immaginazione.

Palazzo Grimani sala

Viaggio nel Rinascimento veneziano

Il Museo di Palazzo Grimani è un esempio meraviglioso del rinascimento veneziano. Edificio unico nel panorama storico e artistico lagunare, custodisce selezionatissimi capolavori che rendono omaggio al gusto collezionistico del Cinquecento, di cui i Grimani erano grandi appassionati.

Il palazzo era appartenuto al doge Antonio Grimani. Agli inizi del XVI secolo lo donò ai figli Giovanni, patriarca d’Aquileia, e Vettore procuratore di San Marco. Divenuto proprietà statale nel 1981, dopo anni di restauri, il palazzo è stato riaperto al pubblico nel 2008.

Si pensa che Giovanni Grimani abbia seguito in prima persona l’ammodernamento architettonico e la decorazione pittorica dell’originale fabbrica medievale, ispirandosi allo stile delle antiche domus romane e al gusto rinascimentale. Con l’aiuto di architetti come Sebastiano Serlio, Andrea Palladio e Jacopo Sansovino, l’architettura della dimora cinquecentesca fonde elementi della tradizione lagunare e di quella tosco-romana.

Il Cortile

In questo curioso museo si accede da una stretta calle di Santa Maria Formosa. Superato il portone d’ingresso si entra nel cortile, unico per la città di Venezia. Un tempo sia le pareti che le logge erano completamente decorate da affreschi con motivi vegetali e, ancora oggi, si possono vedere le ceste in stucco che decorano la sommità delle colonne. In passato, tutt’attorno le logge erano disposte statue classiche di grande pregio.

Gli Affreschi

Fortunatamente la decorazione di gran parte delle stanze del palazzo è ancora intatta. Sono infatti riccamente affrescate con rigogliosi giardini esotici, in cui spiccano animali e piante mai visti prima a Venezia, ricchi di significati allegorici. Sono opera dei pittori Federico Zuccari, Francesco Salviati, Giovanni da Udine, Lambert Sustris e Camillo Mantovano.

Palazzo Grimani decorazioni vegetali

Le Sale del Museo

Dal cortile si salgono le scale che conducono al portego del piano nobile. Prima di entrare nelle sale non perdete l’occasione di ammirare la volta a botte dello scalone d’ingresso che vi farà dimenticare tutte le vostre preoccupazioni. Fu decorata da Federico Zuccari (1563-1565) con affreschi allegorici arricchiti da grottesche e rilievi a stucco che rappresentano creature mitologiche. La sua magnificenza ricorda la Scala d’Oro di Palazzo Ducale o della Libreria Marciana.

PalazzoGrimani volta a botte

Si chiama Camaron D’oro la sala che custodisce la statua in gesso raffigurante il Gruppo del Laoconte, perché le pareti erano ricoperte da preziosi arazzi antichi impreziositi da filati d’oro. La scultura è un calco settecentesco dell’opera del I secolo a.C. ritrovata a Roma e oggi conservata ai Musei Vaticani.

 

Palazzo Grimani Calco Laoconte

Entrando nella suggestiva Tribuna con il lucernario piramidale, ispirata al Pantheon, non resta che volgere lo sguardo in alto per ammirare il Ratto di Ganimede. Si tratta di una replica romana di un modello tardo ellenistico. Questo ambiente, in origine, era destinato a custodire le centinaia di opere d’arte classica dei Grimani. Sono rari e preziosi i riquadri marmorei che ne ricoprono le pareti, poiché estratti durante l’epoca romana in Turchia, Grecia e Africa.

Palazzo Grimani La Tribuna

 

Nel palazzo è presente anche una cappella, utilizzata dal patriarca Giovanni Grimani per la celebrazione privata della messa. Qui si può ammirare una pala cinquecentesca attribuita a Giovanni Contarini, allievo di Tiziano.

I Camerini

I camerini di Apollo, Callisto e Psiche furono decorati tra il 1537 e il 1540 da artisti di formazione  manierista e narrano episodi tratti dalle Metamorfosi di Ovidio, finemente arricchiti da grottesche e motivi floreali.  

Palazzo Grimani - camerino Apollo
Decorazione soffitto Camerino di Apollo

Tra i capolavori del museo è custodita l’opera Visioni dell’aldilà di Hieronymus Bosch. Le quattro tavole dipinte a olio rappresentano: La caduta dei dannati, L’inferno, Il paradiso terrestre e L’ascesa all’Empireo, databili ai primissimi anni del Cinquecento. I grotteschi soggetti sono dipinti con una resa eccezionale dei dettagli, con colori accesi e ricchi di contrasti.

 

Curiosità e suggerimenti

Il Museo è un po’ nascosto dai tipici itinerari turistici, quindi non è molto conosciuto e frequentato. Chissà che con la vostra visita possiate perciò contribuire a donare più visibilità a questo gioiello della città lagunare. Quanto a voi, non dovete preoccuparvi di sgomitare tra turisti in infradito ma vi potrete il museo in pace!

Se dopo la visita avete ancora voglia di fare un giretto e magari accarezzare qualche gatto (ottimo rimedio per alleviare lo stress!) potete recarvi alla Libreria Acqua Alta, nel vicino Campiello del Tintor, dove scorrazzano tre bei gattoni abituati a farsi coccolare tra le pile di libri.

Gatti libreria Acqua Alta

Come arrivare al Museo di Palazzo Grimani

Palazzo Grimani si trova a Venezia, nel sestiere di Castello. La facciata principale dà sul Rio di San Severo. Raggiungibile in circa 30 minuti dalla Stazione ferroviaria, è vicino al Campo di Santa Maria Formosa. Attenzione che l’entrata è un po’ nascosta nella stretta Ruga Giuffa.

 

Per saperne di più: www.palazzogrimani.org

 

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Palazzo Grimani, per staccare dallo stress
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Palazzo Grimani, per staccare dallo stress
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Visitate il Museo di Palazzo Grimani a Venezia se volete godervi una giornata rilassante e priva di stress. In un viaggio nel Rinascimento veneziano, il museo vi stupirà con magnifici soffitti affrescati con giardini esotici e ambienti decorati da marmi policromi.
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Musealmente

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